Alla base di un progetto
RETIDIVALORE nasce dalla volontà di mantenere in vita la rete di amici e di contatti personali creata online grazie ai social network da me frequentati, ai progetti fondati o ai quali ho partecipato. L'idea è di dare vita ad un ambiente di incontro, conversazione, interazione e collaborazione online che possa far nascere un network professionale di specialisti, liberi professionisti e manager d'azienda interessati a confrontarsi sulle nuove teorie di management aziendale che fanno riferimento ai temi della complessità. Lo scopo finale è la realizzazione di portafogli d'offerta che si arricchiscono nel tempo grazie alla collaborazione tra liberi professionisti e manager d'azienda. L'obiettivo è rispondere ai bisogni di realtà aziendali e organizzative che hanno definito come leve strategiche la velocità di adattamento, l'innovazione e il cambiamento in un'ottica di reti di valore. Per Info/Contatti |
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- 1] La complessità come metafora dello sviluppo
- 3] Lo sviluppo “politico-sociale”
- Un ciclo di incontri sulla complessità aperto a tutti
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Commenti Recenti
| Tre parole magiche per il management |
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| Scritto da Carlo Mazzucchelli | |||||||||
| Sabato 05 Settembre 2009 19:24 | |||||||||
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INNOVARE, COLLABORARE, COMUNICARE( Un articolo pubblicato sulla rivista Computer Business Review del mese di Luglio/Agosto 2007) “Se ci scambiamo un euro, avremo sempre solo e soltanto un euro ciascuno, se ci scambiamo un’idea, avremo due idee ciascuno” dal libro Swarm Creativity di Peter Gloor In Out of Control e Nuove regole per un mondo nuovo, Kevin Kelly, da vero innovatore, anticipava molti anni fa alcuni fenomeni sociali che hanno poi caratterizzato il nostro mondo interconnesso, reticolare e basato sulla comunicazione. In questi libri l’autore delineava una società ed una economia dominate dalla logica delle reti introducendo la metafora dello sciame per spiegare come una miriade di elementi ‘stupidi’, collegati tra loro, potesse dare forma ad una ragnatela complessa dotata di un potere molto più grande della somma delle parti che la compongono.La metafora è stata ripresa da vari studiosi (Howard Rheingold in Smart Mobs ad esempio) per analizzare come la rete e le nuove tecnologie senza fili, abbiano dato luogo a nuove rivoluzioni sociali e grandi innovazioni, a nuove forme di intelligenza e di conoscenza diffuse (comunità di sviluppo open source e agile software development), di forme politiche e di movimento (Howard Dean e moveon.org ) ed abbiano contribuito a modificare il tipo di rapporti che intercorrono tra imprese, comunità e mercati. In questo scenario i fattori vincenti per la competitività e lo sviluppo sono la capacità di innovare in modo continuativo per favorire un cambiamento permanente, ma anche la capacità creativa delle persone coinvolte nel processo di innovazione. Innovazione e creatività sono in genere espresse all’interno delle organizzazioni da individui creativi, organizzati in reti o comunità, in grado di auto-organizzare se stessi, di sviluppare nuove idee e progetti, e di farlo perché innamorati di queste idee e fortemente coinvolti anche emotivamente. Questi individui fanno solitamente comunità creando reti sociali di tipo collaborativo che vedono spesso coinvolte anche persone che operano al di fuori dei confini aziendali. Un esempio di questa creatività al servizio dell’azienda è l’uso sempre più diffuso da parte di dipendenti e manager di blog ( FIAT e lancio della nuova 500, Barilla ) e ambienti collaborativi in rete per suggerire nuove idee, provocare la curiosità, la reazione e la voglia di cimentarsi nelle sfide contenute in queste idee. CreativitàIl ruolo di reti innovative di tipo collaborativo è fondamentale nel far emergere la creatività individuale. La creatività non è infatti una dote o caratteristica personale, ma qualcosa che in genere non abbiamo e che si manifesta proprio nel momento in cui diventiamo creativi sfidando l’ilarità o la sorpresa di molti, dicendo o facendo cose che fino a quel momento nessuno aveva avuto il coraggio di fare. Cercando di essere creativi per forza si finisce spesso per generare banalità, al contrario un pensiero creativo trova spazio e si manifesta proprio mentre la nostra mente è già impegnata in qualcos’altro. La creatività si manifesta spesso all’interno di gruppi di persone impegnate a discutere o dialogare tra loro. Accade quando cose diverse e ‘inattese’ trovano un percorso comune su cui convergere e interagire. InnovazioneL’innovazione si manifesta come forza di semplice cambiamento di ciò che già esiste o come forza distruttiva. La rivoluzione introdotta da Wal Mart nel mondo della grande distribuzione attraverso un utilizzo diverso e innovativo delle tecnologie dell’informazione (Data Warehouse, SCM, ecc.) è un esempio di innovazione come semplice cambiamento. Il WWW, Linux, ma anche l’invenzione dell’aeroplano, della ferrovia ecc., sono invece innovazioni che hanno cambiato radicalmente l’esistente introducendo veri e propri salti di paradigma e generazionali. Le innovazioni distruttive vengono solitamente concepite al di fuori dei confini istituzionali di una organizzazione e, se avvengono all’interno di un’azienda, raramente sono allineate alle strategie del momento o ricevono l’approvazione della gerarchia dell’organizzazione. CollaborazioneIl collante e l’elemento determinante per ambienti votati alla innovazione e alla creatività sono la collaborazione e la capacità da parte dei suoi protagonisti di confrontarsi con gli altri con generosità, apertura mentale e disponibilità a mettere a disposizione gratuitamente nuove idee e impegno personale. Il concetto di reti innovative di tipo collaborativo non è più attribuito soltanto alla generazione di nuove idee e allo sviluppo di nuovi prodotti ma viene oggi percepito come applicabile ai modelli di business. Non è un caso che alcune tra le aziende più innovative abbiano puntato e investito molto sulla costituzione di reti innovative di tipo collaborativo. Un esempio di quanto la collaborazione possa determinare il successo di un progetto è Wikipedia, un’enciclopedia online che uno ‘sciame’ di persone contribuisce a redigere, modificare ed arricchire. Comunità collaborative e loro beneficiLe comunità collaborative all’interno delle aziende hanno dimostrato la loro validità in ambiti diversi quali l’ottimizzazione della forza vendita, ricerca e sviluppo, fusioni e acquisizioni, sviluppo software e sviluppo nuovi prodotti. Aziende apripista (case studies descritti nel libro di Peter Gloor) sono state DaimlerChrysler con il suo progetto Enterprise (e3), UBS, Novartis, Intel, Deloitte, HP e IBM. I benefici derivanti da reti innovative di tipo collaborativo sono molteplici: una organizzazione in grado di far emergere creatività e innovazione diventa per più agile e preparata a reagire rapidamente ai cambiamenti, ricca di conoscenza, predisposta a scoprire opportunità di business nascoste, capace di creare nuove sinergie tra le risorse disponibili e ambienti di lavoro più piacevoli e infine di ridurre costi e time to market, Le reti innovative evolvono su percorsi che vedono piccoli gruppi di individui aggregarsi sulla base di nuove idee e molto entusiasmo, il gruppo allargarsi grazie alla collaborazione e alla comunicazione per rendere le novità conosciute e condivise. Internet ha reso la collaborazione e la comunicazione molto più veloci e l’innovazione può trovare strade nuove in modo istantaneo, disseminarsi e contribuire alla creazione di nuove idee in un battito d’ali. Bibliografia:Swarm Creativity di Peter Gloor
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| Ultimo aggiornamento Martedì 22 Dicembre 2009 12:24 |
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Alcuni miei articoli tratti dalla rubrica Grilloparlante con cui condivido con gli abitanti della rete e i visitatori di Software Sociale riflessioni e idee sugli argomenti che più mi interessano, dal marketing sociale, al social e professional networking, dagli strumenti collaborativi alla Organizational Network Analysis (ONA e SNA), dai temi della complessità applicata al management delle organizzazioni ai dilemmi e alle trappole decisionali dei manager che la complessità devono affrontare e gestire.
- Oltre il marketing one-to-one: il network-based marketing
- Marketing Sociale: in fase adolescienziale ma cresce!
- Social computing e marketing in epoca postmoderna e Web 2.0
- La collaborazione, strumento strategico
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