Alla base di un progetto
RETIDIVALORE nasce dalla volontà di mantenere in vita la rete di amici e di contatti personali creata online grazie ai social network da me frequentati, ai progetti fondati o ai quali ho partecipato. L'idea è di dare vita ad un ambiente di incontro, conversazione, interazione e collaborazione online che possa far nascere un network professionale di specialisti, liberi professionisti e manager d'azienda interessati a confrontarsi sulle nuove teorie di management aziendale che fanno riferimento ai temi della complessità. Lo scopo finale è la realizzazione di portafogli d'offerta che si arricchiscono nel tempo grazie alla collaborazione tra liberi professionisti e manager d'azienda. L'obiettivo è rispondere ai bisogni di realtà aziendali e organizzative che hanno definito come leve strategiche la velocità di adattamento, l'innovazione e il cambiamento in un'ottica di reti di valore. Per Info/Contatti |
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I più letti
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- Un nuovo progetto
- Porter sulla CSR: una proposta forte senza lungimiranza
- 1] La complessità come metafora dello sviluppo
- 3] Lo sviluppo “politico-sociale”
- Un ciclo di incontri sulla complessità aperto a tutti
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Sebastiano Zanolli Materiale utile e sensato e in continua evoluzione. Cibi di facile digeribilità ma nutrienti. Strumenti da portare via e non da noleggiare -
Software Sociale Un mio progetto online creato con l'amico e collega Luigi Pachì e MARCOMM Srl -
Fascinazioni di Sebastiano Pagani Rete, comunicazione e tecnologie sociali -
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Competere nella complessità - il blog di Alessandro Cravera di Newton Management Innovation. Home · Il libro · Letture · Bibliografia
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| Catena di valore |
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Wikipedia defiisce catena del valore come un modello che permette di descrivere la struttura di una organizzazione come un insieme limitato di processi. Questo modello è stato teorizzato da Michael Porter nel 1985 nel suo best-seller Competitive Advantage: Creating and Sustaining Superior Performance. Secondo questo modello, un'organizzazione è vista come un insieme di 9 processi, di cui 5 primari e 4 di supporto. La catena di valore costituisce uno strumento valido per valutare dinamicamente se e quanto il vantaggio competitivo venga raggiunto, mantenuto e difeso. Tale strumento può essere utilizzato quindi anche per considerare in maniera efficace e formalizzata le opportunità offerte dalle tecnologie dell'informazione.
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I processi primariI processi primari sono quelli che direttamente contribuiscono alla creazione dell'output (prodotti e servizi) di un'organizzazione e sono:
I processi di supportoI processi di supporto sono quelli che non contribuiscono direttamente alla creazione dell'output ma che sono necessari perché quest'ultimo sia prodotto e sono:
Limiti del modelloIl modello soffre di alcune limitazioni: esso si adatta prevalentemente a grandi organizzazioni che trattano la produzione di beni. Quindi non si adatta bene alle PMI (Piccole e Medie Imprese) e alle organizzazioni che trattano prevalentemente servizi. Sviluppo di Cluster e catene a valore aggiunto
L' “approccio value-chain” mira a migliorare, mediante misure di promozione adeguate, l’accesso e la collocazione all’interno delle catene di valore aggiunto delle imprese di Paesi in sviluppo e in transizione. Lo scopo è anche quello di migliorare la loro posizione economica mediante la produzione di maggiore valore aggiunto locale, la diversificazione in prodotti pregiati, una gestione qualitativamente elevata e un collegamento al mercato più garantito. A tal fine, si parte dall’utilizzazione dei vantaggi concorrenziali dei (piccoli) produttori che consistono nell’elaborazione di prodotti che richiedono largo impiego di mano d’opera e di prodotti di nicchia. Un mezzo per l’incremento delle capacità produttive e concorrenziali dei piccoli produttori e delle imprese a valle di una determinata regione è costituito dallo sviluppo di cluster. Si tratta in genere di cluster di una concentrazione geografica di ditte (produttori, fornitori, fornitori di prestazioni specializzati ecc.) attive negli stessi settori o in settori apparentati. Il Cluster Development permette di migliorare la produttività e l’efficienza del settore nel suo insieme, e ciò, tra l’altro, mediante la promozione di cooperazioni locali per la creazione di effetti di scala, il rafforzamento delle istituzioni di sostegno statali e private, la mobilitazione di capitale locale o la promozione di processi di innovazione e di apprendimento congiunti.
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Alcuni miei articoli tratti dalla rubrica Grilloparlante con cui condivido con gli abitanti della rete e i visitatori di Software Sociale riflessioni e idee sugli argomenti che più mi interessano, dal marketing sociale, al social e professional networking, dagli strumenti collaborativi alla Organizational Network Analysis (ONA e SNA), dai temi della complessità applicata al management delle organizzazioni ai dilemmi e alle trappole decisionali dei manager che la complessità devono affrontare e gestire. Il progetto è stato chiusoa settembre 2010. Tutti contenuti da me elaborati peril progetto sono disponibili direttamente su questo portale.
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Il commercio mondiale è per l'80% governato all'interno di catene di valore aggiunto o Value Chains organizzate su una precisa divisione del lavoro. Queste catene di valore rivestono particolora importamza per governi e realtà locali, regionali e globali perchè la partecipazione attiva ai mercati e la possibilità di accrescere il loro valore dipende strettamente dalla capacità di inegrare e posizionarsi all'interno delle varie catene di valore a cui partecipano. Entro i prossimi 25 anni il prodotto sociale lordo globale sarà raddoppiato. Ne profitteranno i Paesi e le regioni in cui le imprese riusciranno a integrarsi con successo nelle catene di valore aggiunto locali, regionali e globali, a utilizzare nel migliore dei modi i vantaggi in termini di costi e di accesso ai mercati e a trarre esperienza dai processi innovativi tecnologici. Molti produttori di Paesi in sviluppo sono oggi del tutto esclusi dalle catene di valore aggiunto e vi possono concorrere soltanto con prodotti che detengono un valore aggiunto locale minimo, solitamente prodotti agricoli. Il concetto di catene di valore aggiunto include i livelli, strettamente correlati, della produzione, della lavorazione, del commercio e della distribuzione/esportazione di prodotti. Nell’ambito della promozione del settore privato, 








