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Tecnologiche, sociali, relazionali e professionali

 

 

 

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Gli scritti di chi si occupa di complessità e managment sono spesso caratterizzati da alcuni temi di fondo tra cui c'è ne uno che attira particolarmente la mia attenzione: quello del cambiamento all'interno delle organizzazioni.

Sappiamo di dover fare l'ingresso in un nuovo paradigma e siamo consci che ciò comporterà una serie di mutazioni che investiranno tutti gli aspetti della società globale.

Abbiamo anche visto che i prodomi di questo nuovo modo di vedere e vivere il mondo sono già presenti in modo velato all'interno degli eventi e dei nostri quotidiani movimenti.

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Nel mondo complesso di oggi, le aziende si trovano spesso alle prese con problemi strategici complessi, ossia non sono solo difficili o persistenti, ma anche «maligni», un termine usato dai pianificatori urbani per designare i problemi che non si possono risolvere definitivamente. La miseria e il terrorismo sono due tipici problemi maligni. Un problema maligno ha un’infinità di cause, si modifica costantemente e non ha una soluzione univoca. Ma con l’approccio giusto si può tenere a bada. Un articolo di John C. Camillus, che insegna alla Katz Graduate School of Business, spiega come fanno gli executive a capire se si trovano di fronte a un problema maligno. L'articolo è stato pubblicato sul numero di giugno della rivista Harward Business Review con un mio commento.

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Dal sito di EccellereOgni mese ci regalia un nuovo libro sui temi della complessità con nuovi modelli di misurazione e misure della complessità Ad oggi però non esistono ancora definizioni e misure della complessità comunemente accettate. La definizione entrata nel lessico popolare parla di complessità come bordo del caos, imprevedibilità, auto-organizzazione ed emergenza intese come ambito nel quale si produce nuova vita. Manca in questa definizione ogni riferimento a come e in che misura la complessità è generatrice di cambiamento e può diventare informazione utile a rendere un pò più prevedibile l'imprevedibile e meno incerto il futuro. Ma secondo alcuni specialisti, misurare si può.......

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